Rimedi naturali per lo sbiancamento dentale

Rimedi naturali per lo sbiancamento dentale, sono davvero efficaci?

Se hai necessità di riportare il colore dei tuoi denti al candore originario, il consiglio è sempre quello di rivolgerti ad un dentista, l’unica figura professionale in grado di valutare il procedimento più consono alle caratteristiche del tuo cavo orale; lo Studio del Malvò, in centro a Torino, è specializzata in trattamenti estetici per migliorare il sorriso e, in particolare, in trattamenti di sbiancamento dentale. Per ripristinare il bianco originale dei denti – che, come è noto, con il passare del tempo, con il consumo di determinati cibi e bevande e con alcune abitudini scorrette tende a corrompersi (come spieghiamo in questo articolo: Che cos’è lo sbiancamento dentale) – molte persone, invece, decidono di affidarsi a rimedi naturali fai da te.

Occorre innanzitutto precisare che molte volte “naturale” non è sempre sinonimo di “sicuro”: infatti, alcuni di questi rimedi, pur essendo naturali, possono risultare aggressivi e, perciò, vanno utilizzati con cautela, per non causare danni alla salute della bocca. A proposito ti rimandiamo a quest’articolo: I rischi dello sbiancamento dentale fai da te. Inoltre, è opportuno aggiungere che lo sbiancamento dentale è un processo che va effettuato tenendo in considerazione le caratteristiche di ciascuno, per poter essere efficace e sicuro; infatti, in presenza di problematiche quali gengiviti, carie, pulpiti o ipersensibilità, lo sbiancamento è consigliabile soltanto dopo aver curato a dovere suddette patologie (per questi motivi, è importante sottoporsi a trattamenti di igiene dentale e controlli odontoiatrici periodici).

Tornando ai rimedi naturali fai da te per lo sbiancamento, ecco i più comuni:

  • Lavaggi con bicarbonato di sodio. È il più utilizzato, grazie alla possibilità di reperire con estrema facilità questo materiale. Viene generalmente utilizzato sciolto in poca acqua e poi utilizzato per spazzolare i denti, oppure messo direttamente sullo spazzolino da denti in qualche granello, o ancora addizionato a qualche goccia di limone. Il bicarbonato di sodio va utilizzato con la massima cautela, perché – se è vero che può aiutare in qualche misura a rimuovere le macchie superficiali dei denti e contribuire alla loro luminosità – è anche vero che il suo impiego prolungato e frequente può portare a una progressiva consunzione dello smalto, ad ipersensibilità del cavo orale e dei denti, sanguinamento gengivale, alterazione della flora batterica e, nei casi più gravi, ustioni superficiali della mucosa. Se ne consiglia, pertanto, l’utilizzo al massimo una volta alla settimana, con una diluizione adeguata, tale da non risultare aggressiva per i denti e le gengive, e seguito da un abbondante risciacquo;
  • Aceto di mele. Altro espediente in voga è quello di lavare i denti con aceto di mele, cosa che, però, a lungo andare porta alla demineralizzazione dello smalto in quanto abbassa il pH del cavo orale;
  • Sfregamento con foglie di salvia. Questa operazione chimica ed abrasiva non va utilizzata più di due volte a settimana perché può avere come effetto un aumento della sensibilità dentale;
  • Lavaggi con mele e fragole (o altri frutti contenenti alti livelli di acido malico). Solitamente si frulla la polpa di questi frutti e si applica sullo spazzolino per lavare i denti dopo averla lasciata in posa per qualche minuto. Anche questa soluzione va adottata non oltre alle due volte settimanali perché, a lungo andare, potrebbe danneggiare lo smalto dentale;
  • Lo stesso dicasi per i lavaggi con succo di limone o con sfregamento della buccia di questo frutto, che non andrebbero ripetuti più di una volta a settimana perché l’acidità del limone potrebbe risultare pericolosa per lo smalto dentale e per il cavo orale; occorre, inoltre, risciacquare abbondantemente la bocca dopo il lavaggio.

In conclusione, questi rimedi naturali, anche se generalmente possono contribuire al mantenimento del bianco dentale, non possono sostituirsi ad un trattamento professionale, sia perché i loro risultati sono piuttosto blandi, sia perché presentano numerosi rischi e controindicazioni. Per chi desidera riportare i propri denti ad un bel bianco splendente e tornare a sorridere senza imbarazzo, allora la cosa migliore è rivolgersi ad uno studio dentistico, dove si può eseguire lo sbiancamento senza rischi e in maniera mirata alle caratteristiche di ciascuno. Se stai cercando un dentista specializzato in sbiancamento dentale e in altri trattamenti di estetica dentale a Torino, rivolgiti allo staff dello Studio del Malvò: chiama lo 011/7761661 oppure scrivi ad info@clinicadelmalvo.com per qualsiasi informazione.

I rischi dello sbiancamento dentale fai da te

Sbiancamento dentale fai da te: I rischi

Il Dentista Del Malvò a Torino, è specializzata nello sbiancamento dentale a seconda delle caratteristiche di ciascun individuo e consigliamo sempre di rivolgersi ad un professionista per sbiancare i proprio denti.

Esistono, di fatti, dei rimedi per lo sbiancamento fai da te, che sono facilmente reperibili sul mercato ma che, il più delle volte risultano effimeri e, nel peggiore dei casi, rischiosi per la salute.

Per approfondimenti ti invitiamo a leggere: I rischi dello sbiancamento dentale.

Vediamo i più comuni metodi per lo sbiancamento dentale fai da te:

  • White strips: sbiancamento con strisce. Si tratta di sottili strisce che vanno fatte aderire all’arcata dentale dopo essere state ricoperte di un gel adesivo contenente perossido di idrogeno (il principio sbiancante), e che vanno lasciate agire durante la notte. In molti casi, però, questo sistema risulta fallimentare perché non porta ad uno sbiancamento uniforme; di conseguenza, spesso chi lo utilizza deve poi ricorrere a un trattamento professionale dal dentista per minimizzare il danno.
  • Dentifrici sbiancanti. Ne esistono di molti tipi e sono formulati in microgranuli che esercitano una funzione abrasiva. Questi dentifrici sbiancanti andrebbero utilizzati saltuariamente perché producono una progressiva consunzione dello smalto dentale; meglio utilizzare un normale dentifricio, ed eventualmente alternarlo all’uso di quello abrasivo (cosa che, comunque, non garantisce un significativo sbiancamento).
  • Sbiancamento dentale con bicarbonato di sodio. È di gran lunga il più utilizzato, grazie alla facilità di reperire questo elemento sul mercato e al suo prezzo contenuto. Solitamente, si scioglie in acqua un cucchiaino di bicarbonato, vi si intinge lo spazzolino e si procede con il lavaggio dei denti; in alternativa, si bagna lo spazzolino e si immerge in una piccola quantità di bicarbonato; o, ancora, si spremono alcune gocce di limone su un cucchiaino di bicarbonato di sodio, si bagna un dito con questo miscuglio e vi si sfregano i denti. Occorre essere molto cauti con questo sistema perché, se adoperato troppo di frequente, può portare ad ipersensibilità dentale, consunzione dello smalto, sanguinamento gengivale e, nei casi più gravi, ustioni superficiali della mucosa orale. Il suo impiego non dovrebbe superare il singolo trattamento settimanale, per non causare danni, e sempre effettuando la giusta diluizione del prodotto (cosa non facile per persone che non siano del settore). Il rischio è anche quello di aumentare il livello del pH della bocca, modificando negativamente la flora batterica.
  • Impiego di acqua ossigenata (perossido di idrogeno). Rimedio deleterio, in quanto le concentrazioni accessibili in commercio non sono atte a produrre sbiancamento dentale ma, anzi, il loro utilizzo frequente può provocare infiammazioni anche gravi alle gengive e ai tessuti molli della bocca.
  • Un espediente fantasioso consiste nell’uso di aceto di mele per spazzolare e sciacquare i denti, cosa che, a lungo andare, può causare una loro demineralizzazione.

In conclusione, i rimedi fai da te portano quasi sempre a non ottenere il risultato sperato e, in più, ad avere danni collaterali, danni che potrebbero essere evitati se ci si affidasse ad un trattamento professionale mirato presso il dentista. E, infatti, importantissimo, prima di procedere ad un processo di sbiancamento dentale, conoscere perfettamente le condizioni del cavo orale e dei denti ed eventuali problematiche da risolvere in vista del trattamento (ad esempio, occorre valutare se vi sia la presenza di tartaro, il quale va preventivamente rimosso).

Per di più, se un soggetto ignaro di soffrire già di consunzione dello smalto mettesse in atto uno di questi rimedi fai da te, otterrebbe un ulteriore ingiallimento dei denti, dovuto all’esposizione della dentina (lo strato che si trova al di sotto dello smalto e che si presenta di colore giallognolo).

La cosa migliore, dunque, è sempre rivolgersi a uno specialista, sia per essere sicuri di avere risultati duraturi, sia per agire nel pieno rispetto della salute della bocca. Se stai cercando uno studio dentistico a Torino dove eseguire un trattamento di sbiancamento dentale, il nostro studio a Torino è a tua disposizione per qualsiasi informazione allo 011/7761661, oppure via e-mail all’indirizzo info@clinicadelmalvo.com.

Articoli sullo Sbiancamento dentale

Il dentista di Torino Enrico del Malvò vi propone alcuni articoli sullo sbiancamento dentale.

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Quali sono i rischi dello sbiancamento dentale?

Con il passare del tempo, il bianco perlaceo dei denti può subire delle alterazioni, specialmente in presenza di abitudini nocive come quella del fumo, oppure qualora si consumino sovente alimenti molto pigmentati, ad esempio caffè, cioccolato, vino rosso, eccetera. Esistono, tuttavia, trattamenti specifici per far tornare lo smalto dentale al colore originario, oppure molto vicino ad esso.

Con la tecnica dello sbiancamento, eseguita in studio, infatti, si può rimuovere la patina giallognola che col tempo tende a depositarsi sui denti togliendo luminosità al sorriso. Lo sbiancamento dentale è una tecnica poco invasiva i cui rischi sono praticamente nulli.

Presso lo studio del dentista Dr. Enrico del Malvò a Torino è possibile sottoporsi a questo e ad altri trattamenti di estetica dentale, effettuati tramite le tecnologie più all’avanguardia attualmente disponibili.

In che cosa consiste lo sbiancamento dentale

Come specificato approfonditamente in questo articolo: Lo Sbiancamento Dentale, tale procedura, chiamata anche Bleaching, prevede l’applicazione sulla superficie dei denti di un agente chimico schiarente formulato in gel, contenente perossido di idrogeno e perossido di carbammide.

L’effetto di questa sostanza sbiancante, che deve rimanere in posa per un determinato lasso di tempo, può essere potenziato tramite l’utilizzo di un’apposita lampada a raggi laser in grado di fissarne più a lungo l’azione.

Per ottenere l’effetto desiderato, questa seduta di Bleaching va ripetuta alcune volte presso lo studio dentale, a seconda delle caratteristiche del soggetto (l’iter del procedimento varia, infatti, da individuo a individuo).

A seconda dei casi, poi, il dentista può raccomandare al paziente di ripetere il trattamento a domicilio tramite dispositivi appositamente formulati per l’Home Bleaching, ovvero lo sbiancamento da effettuare, appunto, a casa propria. Ciò avviene posizionando sulle arcate dentali delle mascherine di silicone precedentemente modellate dallo specialista con un calco, quindi secondo la conformazione fisica del paziente. Tali faccette, al cui interno occorre stendere lo stesso gel sbiancante impiegato in studio, devono essere indossate per un certo numero di volte e in accordo a determinate tempistiche, modalità sulle quali sarà lo stesso dentista a istruire il paziente. In questo modo, è possibile rendere ancora più efficaci e duraturi i risultati ottenuti durante le sedute in studio.

Rischi dello e controindicazioni

Ma quali sono i rischi dello sbiancamento dentale? Come anticipato, si tratta di un procedimento sicuro e poco invasivo, che non presenta rischi per la salute e che non compromette l’estetica del cavo orale. Tuttavia, esiste qualche piccolo effetto collaterale, ravvisato da alcuni soggetti che si sono sottoposti a tale procedimento, sul quale è bene essere informati.

Si tratta, comunque, di effetti transitori che tendono a scomparire autonomamente nel giro di un giorno o due. In particolare, può capitare di percepire un aumento della sensibilità del cavo orale e di soffrire di una forma di irritazione dovuta all’azione del gel sbiancante e/o della lampada laser: entrambi questi disturbi di norma scompaiono da sé nel giro di 24-48 ore dal trattamento. Le controindicazioni ai trattamenti di sbiancamento sono esigue:

  1. Non vanno eseguiti in assenza di una preventiva detartrasi, se necessaria, e in presenza di carie, in quanto l’azione del gel e del laser presenta un grado di efficacia diverso sulle superfici intaccate, appunto, da tartaro e carie. Per eludere spiacevoli discromie, dunque, è bene sottoporsi a cure adeguate prima di effettuare il Bleaching (sarà lo specialista a indicare il percorso più adatto a ciascuno);
  2. In presenza di determinati tipologie di restauro dentale precedentemente effettuate e di protesi, lo sbiancamento è sconsigliato in quanto potrebbe dar luogo a discromie (dovrà essere lo specialista a valutare di volta in volta le opzioni di intervento);
  3. Lo sbiancamento è sconsigliato per i soggetti al disotto dei 12-14 anni d’età;
  4. È altresì da evitare nelle donne in gravidanza e nel periodo dell’allattamento;
  5. Nei soggetti con ipersensibilità gengivale, occorrerà valutare caso per caso e agire con molta cautela.

In tutti gli altri casi e in assenza di tali criticità o caratteristiche, questa procedura può essere effettuata con successo. Un’altra tecnica professionale a cui si può ricorrere per lo sbiancamento è quella dell’Air Polishing: anch’essa viene eseguita alla poltrona e si svolge indirizzando un getto di acqua, aria e bicarbonato di sodio sulla superficie dentale.

Questo getto funge anche da efficace metodo di rimozione della placca e non presenta rischi; tuttavia va eseguito con estrema cautela da parte dello specialista, perché richiede un’estrema padronanza dello strumento utilizzato (occorre, infatti, esercitare la giusta pressione per non compromettere l’integrità dello smalto dentale).  Per approfondire i rischi dello sbiancamento dentale abbiamo preparato quest’articolo: Sbiancamento Dentale Fai da te – I rischi per salute.

Sbiancamento dentale a Torino

Se hai necessità di eseguire un trattamento di sbiancamento dentale e stai cercando un dentista al quale affidarti senza correre rischi, lo Studio del Malvò a Torino offre le migliori tecnologie disponibili per migliorare l’aspetto del sorriso. Per qualsiasi informazione, contatta lo  011 7761661 o il  324 8026999
(mail: info@clinicadelmalvo.com): il nostro staff saprà indicarti il percorso terapeutico od estetico più idoneo alle tue caratteristiche.

Articoli sullo Sbiancamento dentale

Articoli aggiuntivi sullo sbiancamento dentale.
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Che cos’è lo sbiancamento dentale

Un bel sorriso è uno degli aspetti che più colpiscono dell’estetica di una persona, una sorta di “biglietto da visita” che consente di dare una buona impressione già al primo sguardo. Avere un sorriso smagliante è una delle cose che maggiormente sono in grado di donare sicurezza in se stessi e, di conseguenza, di migliorare la vita sociale, professionale, relazionale. Non a caso oggigiorno, fra tutti i trattamenti estetici, quelli rivolti allo sbiancamento dentale sono fra i più richiesti. Se anche tu desideri migliorare l’aspetto del tuo sorriso, allo Studio del Malvò a Torino effettuiamo quotidianamente le più avanzate procedure di sbiancamento dentale attualmente disponibili.

Procediamo, dunque, con ordine.
Che cos’è e a che cosa serve lo sbiancamento dentale?

Ebbene, con questa espressione si indica l’insieme di ogni tecnica e tecnologia atta a rendere i denti più bianchi, riportando il loro colore il più vicino possibile a quello originale. Nel corso degli anni, infatti, è fisiologico che la loro colorazione subisca una progressiva alterazione, scostandosi dall’iniziare candore per assumere sfumature che deviano piuttosto verso il giallo. Ad accelerare questo naturale processo, poi, vi sono il consumo di determinati alimenti e bevande (ad esempio caffè, bevande colorate, cioccolato e molti altri), più abitudini scorrette, come quella di fumare, e la mancanza di un’igiene orale adeguata; anche l’assunzione di determinati farmaci può inficiare il candore naturale dei denti; tutto ciò fa sì che il bianco naturale dello smalto si deteriori negli anni. Le pratiche di sbiancamento dentale, dunque, si propongono di minimizzare il più possibile gli effetti di queste alterazioni, dalle più superficiali alle più profonde, ripristinando il colore originario dello smalto.

Origini dello sbiancamento dentale

Tali pratiche non sono certo una invenzione degli ultimi anni, ma sono state sperimentate fin dall’antichità: il desiderio di avere una bella immagine e un sorriso splendente è stato sempre presente nell’uomo, che anche agli albori della civiltà si è adoperato per apparire al meglio delle proprie possibilità. Per esempio, nell’antico Egitto, fra le persone di rango elevato era uso comune strofinare sulla dentatura, tramite un legnetto sfrangiato, una mistura di pietra pomice polverizzata e aceto bianco. Gli antichi romani, invece, ricorrevano ad applicazioni di urina, a cui attribuivano proprietà sbiancanti. I popoli orientali, poi, effettuavano sciacqui con olio di cocco o di semi, che hanno anche la funzione di ostacolare la formazione di carie, oppure masticavano particolari radici in grado di schiarire lo smalto. In epoca medievale, in Europa si usava sfregare la dentatura con foglie di salvia o scorze di limone.

Le procedure di sbiancamento subirono una notevole accelerazione a partire dal ‘600, quando presso le botteghe dei barbieri era possibile sottoporsi a un “trattamento” che consisteva nello strofinare una lima metallica sulle pareti dentali e, in seguito, nell’applicazione di acido nitrico (una tecnica sicuramente efficace ma alquanto lesiva della superficie dei denti).

All’inizio del ‘900, poi, si scoprì l’efficacia del perossido di idrogeno, sostanza tuttora impiegata dagli specialisti nelle moderne tecniche di sbiancamento; si scoprì altresì che l’utilizzo di una lampada riscaldante aveva la capacità di velocizzare il risultato, se abbinata all’applicazione del perossido di idrogeno, sostanza che dagli anni ’60 del ‘900 venne utilizzata in maniera sempre più prolungata per ottenere risultati migliori. A fine anni ’80 si arrivò a formulare quelle che in seguito diventarono le tecniche di sbiancamento tuttora utilizzate.

Tipologie di sbiancamento dentale

Quali sono, dunque, le tipologie di sbiancamento dei denti oggi disponibili? Si tratta di tecnologie numerose ed eterogenee: le analizzeremo nel dettaglio a breve. Occorre, però, premettere che i risultati di queste tecniche non sono identici per tutti i soggetti e dipendono dalle caratteristiche della dentatura di ciascuno.

Inoltre, è opportuno segnalare che solo rivolgendosi ad uno specialista si avrà la sicurezza di un intervento ad hoc in base alle peculiarità della persona ed esente da effetti indesiderati. In primo luogo, occorre fare una distinzione fra terapie professionali, svolte esclusivamente da specialisti presso i propri studi dentistici, e trattamenti domiciliari, cioè eseguiti a casa tramite prodotti specifici oppure tramite rimedi naturali. Vi sono, poi, terapie professionali per lo sbiancamento che richiedono, dopo aver effettuato il procedimento professionale in ambulatorio, anche applicazioni a domicilio. Nel novero dei rimedi fai da te rientrano, dunque:

  • le strisce sbiancanti o Whitening Stripes, ovvero fascette formate da piccoli rettangoli di polietilene, malleabile e flessibile, che aderiscono alla superficie del dente e che all’interno sono rivestite di sostanze sbiancanti (le stesse impiegate nel processo di sbiancamento alla poltrona, come vedremo in seguito); esse funzionano solo limitatamente alla rimozione delle macchie superficiali dovute a fumo e consumo di sostanze pigmentate e possono produrre un incremento della sensibilità dentale e gengivale al caldo e al freddo;
  • i dentifrici abrasivi: se utilizzati con frequenza eccessiva, possono portare a un deterioramento dello smalto dentale, e la cui efficacia è relativa soltanto alle macchie superficiali;
  • la penna sbiancante: ultimo ritrovato dello sbiancamento fai da te, la penna si passa sui denti e rilascia un gel atto a ripristinare il bianco dei denti. Non va assolutamente utilizzata su gengive e mucose. Il suo effetto è praticamente immediato ma non durevole nel tempo e può causare reazioni allergiche; il suo impiego è sconsigliato ai i soggetti minori di 12 anni;
  • lavaggi con acqua ossigenata: rimedio sconsigliato in quanto potenzialmente dannoso per le gengive;
  • lavaggi con bicarbonato di sodio: immergendo lo spazzolino in un mucchietto di bicarbonato, ed eventualmente aggiungendo due gocce di succo di limone o di acqua ossigenata, si procede a spazzolare i denti, sciacquandoli poi abbondantemente. Questa procedura è raccomandabile non più di una volta a settimana per non rovinare lo smalto dentale, le gengive e la flora batterica del cavo orale.

Com’è ovvio, tuttavia, solo le cure mirate di uno specialista sono in grado di garantire una risposta efficace alle alterazioni della pigmentazione dentale e, soprattutto, sicura in termini di salute del cavo orale. Talvolta, infatti, come sopra riportato i rimedi fai da te per lo sbiancamento dentale possono avere controindicazioni e risultare addirittura nocivi. Per approfondimenti vedi quest’articolo:

  • Per quanto riguarda i trattamenti di tipo professionale, il Bleaching è quello al quale ci si riferisce comunemente, e consiste nell’applicazione sulla superficie dentale di un agente chimico sbiancante estremamente concentrato sottoforma di gel, a base di perossido di idrogeno e perossido di carbammide. Tale pratica può essere eseguita esclusivamente dal dentista o dall’igienista dentale e, come accennato, prevede successive applicazioni a domicilio da compiersi ad opera del paziente sotto precise indicazioni dello specialista. Le controindicazioni di questo tipo di sbiancamento dentale sono quasi nulle: è da evitare in presenza carie, gengiviti e tartaro, protesi e restauri dentali pregressi (in questi casi, potrebbero presentarsi discromie dopo l’intervento); è sconsigliato nei pazienti al di sotto dei 12-14 anni, alle donne in stato di gravidanza e nel periodo di allattamento; in caso di ipersensibilità gengivale, inoltre, è necessario agire con cautela. In tutti gli altri casi, anche in presenza di denti devitalizzati, questa tecnica può essere effettuata con successo. Il Bleaching può causare un aumento della sensibilità del cavo orale nelle ore successive alla terapia, che generalmente si esaurisce nei 2-3 giorni successivi, o anche prima; eventuali irritazioni, che si riscontrano raramente, tendono a scomparire da sé nel medesimo arco temporale.
  • Altra terapia professionale consiste nell’impiego di lampade a raggi laser in seguito all’applicazione del gel suddetto; questo procedimento ha l’obiettivo di aumentare l’effetto sbiancante delle sostanze chimiche presenti nel gel. Le controindicazioni sono le stesse rilevabili per il Bleaching.
  • Air-polishing: si effettua anch’esso alla poltrona e consiste in un getto di acqua, aria e bicarbonato di sodio che, oltre a sbiancare la superficie dentale, rimuove la placca. Va eseguito con estrema cautela perché un’eccessiva pressione potrebbe compromettere l’integrità dello smalto dei denti.
  • Infine, tra le tecniche di sbiancamento professionali occorre citare le mascherine dentali, che possono essere forgiate dal dentista e poi consegnate al paziente per effettuare il trattamento a casa propria. Si tratta di faccette di silicone realizzate con un calco che prendono la forma della dentatura dell’individuo e che vanno poi applicate ponendovi all’interno lo stesso gel impiegato alla poltrona dallo specialista. Occorre indossare queste mascherine a più riprese, secondo le modalità raccomandate dal dentista. Questo sistema di sbiancamento dentale non presenta effetti indesiderati né controindicazioni. È disponibile anche in versione “fai da te” (Home Bleaching), ma naturalmente offre risultati più blandi, meno durevoli e riscontrabili in un lasso di tempo notevolmente più lungo.

Trattamenti di sbiancamento dei denti a Torino

In conclusione, quando si decide di procedere a un trattamento di sbiancamento dentale, è importante rivolgersi a uno specialista che sappia valutare di volta in volta le condizioni della dentatura e indicare la terapia più indicata per evitare spiacevoli inconvenienti.

Presso lo Studio del Malvò, a Torino, eseguiamo varie tipologie di sbiancamento dei denti, a seconda delle caratteristiche e delle esigenze di ciascuno e avvalendoci delle tecnologie più avanzate. Per avere maggiori informazioni sulle tecniche utilizzate e per prenotare una visita, contattaci allo 011/7761661, al 324/8026999, oppure via mail all’indirizzo info@clinicadelmalvo.com.

Sbiancamento Dentale a Torino

Sbiancamento Dentale: Cos’è, di cosa si tratta

 

Lo sbiancamento dentale è uno dei trattamenti estetici più richiesti in assoluto: quale cosa migliore, infatti, dello sfoggiare un magnifico sorriso per essere soddisfatti della propria immagine, sentirsi sicuri di se stessi e fare buona impressione? Questi ed altri – oltre al desiderio di avere una buona igiene orale – sono i motivi che spingono la maggior parte delle persone a richiedere tale tipo di trattamento, o a tentare di ottenerlo con il fai da te. Vediamo, dunque, nel dettaglio di che cosa si tratta. Con il termine sbiancamento dentale si intende genericamente qualsiasi pratica che abbia come effetto quello di rendere i denti più bianchi. Esistono diverse tipologie di sbiancamento, che approfondiremo fra poco; occorre, però, specificare che i risultati dipendono da persona a persona e che è sempre meglio rivolgersi ad uno specialista per effettuarlo, soprattutto perché in questo modo è possibile agire in maniera mirata e adeguata alle caratteristiche di ciascuno, ed evitare spiacevoli danni alla cavità orale.

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Tipologie di Sbiancamento Dentale

Ma quali sono, dunque, le varie tipologie di sbiancamento dentale? Vediamole insieme.

  • Innanzitutto, possiamo distinguere fra trattamenti professionali, eseguiti presso ambulatori dentistici ad opera di un odontoiatra o di un igienista dentale, e trattamenti domiciliari, che vengono effettuati a casa propria mediante prodotti appositi (articoli ad hoc, rimedi naturali oppure trattamenti mirati che seguono l’intervento di sbiancamento vero e proprio, precedentemente eseguito in un centro specializzato). Fra i sistemi a cui più spesso si ricorre, possiamo citare l’impiego di dentifrici abrasivi, strisce sbiancanti, lavaggi con bicarbonato di sodio e rimedi più fantasiosi come lo sfregamento con foglie di salvia, bucce di limone eccetera (i quali, ovviamente, lasciano il tempo che trovano). Occorre ribadire che solo un professionista è in grado di assicurare il tipo di intervento più in linea con le caratteristiche del paziente e che i diversi prodotti o attrezzature in commercio per il fai da te non hanno la stessa efficacia di una seduta svolta presso un dentista (anzi, a volte ricorrere al fai da te può essere addirittura nocivo, come vedremo in seguito).
  • Generalmente, quando si parla di sbiancamento dentale si intende il cosiddetto Bleaching, ovvero il procedimento professionale “alla poltrona”, che prevede l’utilizzo di agenti chimici schiarenti ad alta concentrazione, costituiti da gel a base di perossido di idrogeno e perossido di carbammide
  • Eventualmente, lo sbiancamento si può ottenere mediante laser, vale a dire tramite l’azione di lampade dotate di un raggio laser dalla lunghezza d’onda specifica, capaci di potenziare l’effetto del gel al perossido di idrogeno applicato sulla superficie dentale.
  • Mascherine dentali: possono essere realizzate dall’odontoiatra e consegnate al paziente per proseguire a domicilio il trattamento iniziato in studio. Sono costituite da silicone morbido, riproducono esattamente la forma dell’arcata dentale della persona e devono essere applicate inserendovi l’adeguata quantità di agenti sbiancati in gel (le stesse utilizzate dal dentista). Vanno applicate in diverse riprese, con una frequenza e una durata indicate di volta in volta dallo specialista. Esistono anche diverse versioni di mascherine dentali disponibili in commercio (home bleaching), ma la loro efficacia è ovviamente molto differente da quella garantita da un trattamento professionale.

 

Controindicazioni dello sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dentale professionale ha poche controindicazioni: è, infatti, sconsigliato in presenza di problematiche quali carie, gengiviti e tartaro (che richiedono una cura preventiva), protesi e restauri precedentemente effettuati (le sostanze sbiancanti hanno, infatti, un’efficacia differente sulle protesi, la qual cosa potrebbe dar luogo a discromie antiestetiche dopo l’intervento). Lo sbiancamento è anche sconsigliato ai soggetti al disotto dei 12-14 anni d’età, alle donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento; in caso di ipersensibilità gengivale e dentale occorre agire con cautela. In tutti gli altri casi, è possibile intervenire con efficacia. Lo sbiancamento professionale non presenta effetti indesiderati, se non un aumento della sensibilità del cavo orale nelle 48-72 ore successive al trattamento, che solitamente si esaurisce naturalmente da sé; è possibile che si verifichi anche un’irritazione delle gengive e dei tessuti molli, anch’essa tendente a svanire da sé nei giorni successivi.

 

Sbiancamento dentale e durata

L’effetto dello sbiancamento dentale varia da persona a persona e dalle abitudini alimentari di ciascuno. Può durare, infatti, da uno a tre anni (in linea di massima): ciò dipende dalle caratteristiche del dente, dalla qualità dell’igiene orale, dalla frequenza di consumo di alcuni cibi e dalla presenza di abitudini come il fumo. Per massimizzare gli effetti dello sbiancamento, è necessario avere una corretta igiene dentale (lavare i denti almeno 2-3 volte al giorno, circa mezz’ora dopo i pasti), evitare di fumare e di consumare cibi ricchi di sostanze coloranti o dalla tendenza spiccatamente acida. Per mantenere la propria dentatura sana e gradevole alla vista, sono necessari trattamenti di sbiancamento ripetuti a specifici intervalli di tempo, da valutare caso per caso.

 

Sbiancamento dentale e cibi da evitare

Subito dopo l’intervento sbiancante, è necessario seguire alcuni accorgimenti per qualche giorno, per non intaccarne l’efficacia. Nello specifico, è bene evitare cibi molto pigmentati come caffè, vino rosso, coca cola, cioccolato, liquirizia e simili; vegetali colorati come ciliegie, pomodori, spinaci eccetera; cibi e bevande ad elevata acidità (salumi e affettati, pomodoro, piatti fritti, bibite gassate e altri); fumo e alcolici. Tutte queste sostanze sono da scansare per alcuni giorni; meglio consumare alimenti “bianchi” o poco colorati come riso, pasta in bianco, pollo, patate, mele ecc.…

 

Sbiancamento dentale e detrazioni fiscali

Essendo considerato un trattamento puramente estetico e non una cura odontoiatrica volta a migliorare le condizioni di salute, lo sbiancamento dentale non beneficia della detrazione fiscale Irpef del 19% e non è scaricabile dalle tasse.

 

Estetica dentale a Torino

Lo ricordiamo: per ottenere risultati ottimali ed evitare rischi per la propria salute, o effetti indesiderati, è sempre meglio effettuare gli interventi di sbiancamento presso un centro specializzato, dove si ha la garanzia di essere seguiti in maniera professionale e soprattutto conforme alle proprie caratteristiche fisiche. Per i trattamenti di sbiancamento dentale e per ogni altro intervento di estetica dentale, a Torino lo Studio Del Malvò è attrezzata con tecnologie innovative in grado di assicurare ai propri pazienti, insieme al costante aggiornamento dellol staff, un servizio all’avanguardia e in linea con le esigenze e le problematiche di ciascuno. Lo studio dentistico Del Malvò si trova in centro a Torino ed è a disposizione per qualsiasi informazione allo 011/7761661, al 324/8026999 oppure via mail all’indirizzo info@clinicadelmalvo.com.

 

 

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