Che cos’è lo sbiancamento dentale

Un bel sorriso è uno degli aspetti che più colpiscono dell’estetica di una persona, una sorta di “biglietto da visita” che consente di dare una buona impressione già al primo sguardo. Avere un sorriso smagliante è una delle cose che maggiormente sono in grado di donare sicurezza in se stessi e, di conseguenza, di migliorare la vita sociale, professionale, relazionale. Non a caso oggigiorno, fra tutti i trattamenti estetici, quelli rivolti allo sbiancamento dentale sono fra i più richiesti. Se anche tu desideri migliorare l’aspetto del tuo sorriso, allo Studio del Malvò a Torino effettuiamo quotidianamente le più avanzate procedure di sbiancamento dentale attualmente disponibili.

Procediamo, dunque, con ordine.
Che cos’è e a che cosa serve lo sbiancamento dentale?

Ebbene, con questa espressione si indica l’insieme di ogni tecnica e tecnologia atta a rendere i denti più bianchi, riportando il loro colore il più vicino possibile a quello originale. Nel corso degli anni, infatti, è fisiologico che la loro colorazione subisca una progressiva alterazione, scostandosi dall’iniziare candore per assumere sfumature che deviano piuttosto verso il giallo. Ad accelerare questo naturale processo, poi, vi sono il consumo di determinati alimenti e bevande (ad esempio caffè, bevande colorate, cioccolato e molti altri), più abitudini scorrette, come quella di fumare, e la mancanza di un’igiene orale adeguata; anche l’assunzione di determinati farmaci può inficiare il candore naturale dei denti; tutto ciò fa sì che il bianco naturale dello smalto si deteriori negli anni. Le pratiche di sbiancamento dentale, dunque, si propongono di minimizzare il più possibile gli effetti di queste alterazioni, dalle più superficiali alle più profonde, ripristinando il colore originario dello smalto.

Origini dello sbiancamento dentale

Tali pratiche non sono certo una invenzione degli ultimi anni, ma sono state sperimentate fin dall’antichità: il desiderio di avere una bella immagine e un sorriso splendente è stato sempre presente nell’uomo, che anche agli albori della civiltà si è adoperato per apparire al meglio delle proprie possibilità. Per esempio, nell’antico Egitto, fra le persone di rango elevato era uso comune strofinare sulla dentatura, tramite un legnetto sfrangiato, una mistura di pietra pomice polverizzata e aceto bianco. Gli antichi romani, invece, ricorrevano ad applicazioni di urina, a cui attribuivano proprietà sbiancanti. I popoli orientali, poi, effettuavano sciacqui con olio di cocco o di semi, che hanno anche la funzione di ostacolare la formazione di carie, oppure masticavano particolari radici in grado di schiarire lo smalto. In epoca medievale, in Europa si usava sfregare la dentatura con foglie di salvia o scorze di limone.

Le procedure di sbiancamento subirono una notevole accelerazione a partire dal ‘600, quando presso le botteghe dei barbieri era possibile sottoporsi a un “trattamento” che consisteva nello strofinare una lima metallica sulle pareti dentali e, in seguito, nell’applicazione di acido nitrico (una tecnica sicuramente efficace ma alquanto lesiva della superficie dei denti).

All’inizio del ‘900, poi, si scoprì l’efficacia del perossido di idrogeno, sostanza tuttora impiegata dagli specialisti nelle moderne tecniche di sbiancamento; si scoprì altresì che l’utilizzo di una lampada riscaldante aveva la capacità di velocizzare il risultato, se abbinata all’applicazione del perossido di idrogeno, sostanza che dagli anni ’60 del ‘900 venne utilizzata in maniera sempre più prolungata per ottenere risultati migliori. A fine anni ’80 si arrivò a formulare quelle che in seguito diventarono le tecniche di sbiancamento tuttora utilizzate.

Tipologie di sbiancamento dentale

Quali sono, dunque, le tipologie di sbiancamento dei denti oggi disponibili? Si tratta di tecnologie numerose ed eterogenee: le analizzeremo nel dettaglio a breve. Occorre, però, premettere che i risultati di queste tecniche non sono identici per tutti i soggetti e dipendono dalle caratteristiche della dentatura di ciascuno.

Inoltre, è opportuno segnalare che solo rivolgendosi ad uno specialista si avrà la sicurezza di un intervento ad hoc in base alle peculiarità della persona ed esente da effetti indesiderati. In primo luogo, occorre fare una distinzione fra terapie professionali, svolte esclusivamente da specialisti presso i propri studi dentistici, e trattamenti domiciliari, cioè eseguiti a casa tramite prodotti specifici oppure tramite rimedi naturali. Vi sono, poi, terapie professionali per lo sbiancamento che richiedono, dopo aver effettuato il procedimento professionale in ambulatorio, anche applicazioni a domicilio. Nel novero dei rimedi fai da te rientrano, dunque:

  • le strisce sbiancanti o Whitening Stripes, ovvero fascette formate da piccoli rettangoli di polietilene, malleabile e flessibile, che aderiscono alla superficie del dente e che all’interno sono rivestite di sostanze sbiancanti (le stesse impiegate nel processo di sbiancamento alla poltrona, come vedremo in seguito); esse funzionano solo limitatamente alla rimozione delle macchie superficiali dovute a fumo e consumo di sostanze pigmentate e possono produrre un incremento della sensibilità dentale e gengivale al caldo e al freddo;
  • i dentifrici abrasivi: se utilizzati con frequenza eccessiva, possono portare a un deterioramento dello smalto dentale, e la cui efficacia è relativa soltanto alle macchie superficiali;
  • la penna sbiancante: ultimo ritrovato dello sbiancamento fai da te, la penna si passa sui denti e rilascia un gel atto a ripristinare il bianco dei denti. Non va assolutamente utilizzata su gengive e mucose. Il suo effetto è praticamente immediato ma non durevole nel tempo e può causare reazioni allergiche; il suo impiego è sconsigliato ai i soggetti minori di 12 anni;
  • lavaggi con acqua ossigenata: rimedio sconsigliato in quanto potenzialmente dannoso per le gengive;
  • lavaggi con bicarbonato di sodio: immergendo lo spazzolino in un mucchietto di bicarbonato, ed eventualmente aggiungendo due gocce di succo di limone o di acqua ossigenata, si procede a spazzolare i denti, sciacquandoli poi abbondantemente. Questa procedura è raccomandabile non più di una volta a settimana per non rovinare lo smalto dentale, le gengive e la flora batterica del cavo orale.

Com’è ovvio, tuttavia, solo le cure mirate di uno specialista sono in grado di garantire una risposta efficace alle alterazioni della pigmentazione dentale e, soprattutto, sicura in termini di salute del cavo orale. Talvolta, infatti, come sopra riportato i rimedi fai da te per lo sbiancamento dentale possono avere controindicazioni e risultare addirittura nocivi. Per approfondimenti vedi quest’articolo:

  • Per quanto riguarda i trattamenti di tipo professionale, il Bleaching è quello al quale ci si riferisce comunemente, e consiste nell’applicazione sulla superficie dentale di un agente chimico sbiancante estremamente concentrato sottoforma di gel, a base di perossido di idrogeno e perossido di carbammide. Tale pratica può essere eseguita esclusivamente dal dentista o dall’igienista dentale e, come accennato, prevede successive applicazioni a domicilio da compiersi ad opera del paziente sotto precise indicazioni dello specialista. Le controindicazioni di questo tipo di sbiancamento dentale sono quasi nulle: è da evitare in presenza carie, gengiviti e tartaro, protesi e restauri dentali pregressi (in questi casi, potrebbero presentarsi discromie dopo l’intervento); è sconsigliato nei pazienti al di sotto dei 12-14 anni, alle donne in stato di gravidanza e nel periodo di allattamento; in caso di ipersensibilità gengivale, inoltre, è necessario agire con cautela. In tutti gli altri casi, anche in presenza di denti devitalizzati, questa tecnica può essere effettuata con successo. Il Bleaching può causare un aumento della sensibilità del cavo orale nelle ore successive alla terapia, che generalmente si esaurisce nei 2-3 giorni successivi, o anche prima; eventuali irritazioni, che si riscontrano raramente, tendono a scomparire da sé nel medesimo arco temporale.
  • Altra terapia professionale consiste nell’impiego di lampade a raggi laser in seguito all’applicazione del gel suddetto; questo procedimento ha l’obiettivo di aumentare l’effetto sbiancante delle sostanze chimiche presenti nel gel. Le controindicazioni sono le stesse rilevabili per il Bleaching.
  • Air-polishing: si effettua anch’esso alla poltrona e consiste in un getto di acqua, aria e bicarbonato di sodio che, oltre a sbiancare la superficie dentale, rimuove la placca. Va eseguito con estrema cautela perché un’eccessiva pressione potrebbe compromettere l’integrità dello smalto dei denti.
  • Infine, tra le tecniche di sbiancamento professionali occorre citare le mascherine dentali, che possono essere forgiate dal dentista e poi consegnate al paziente per effettuare il trattamento a casa propria. Si tratta di faccette di silicone realizzate con un calco che prendono la forma della dentatura dell’individuo e che vanno poi applicate ponendovi all’interno lo stesso gel impiegato alla poltrona dallo specialista. Occorre indossare queste mascherine a più riprese, secondo le modalità raccomandate dal dentista. Questo sistema di sbiancamento dentale non presenta effetti indesiderati né controindicazioni. È disponibile anche in versione “fai da te” (Home Bleaching), ma naturalmente offre risultati più blandi, meno durevoli e riscontrabili in un lasso di tempo notevolmente più lungo.

Trattamenti di sbiancamento dei denti a Torino

In conclusione, quando si decide di procedere a un trattamento di sbiancamento dentale, è importante rivolgersi a uno specialista che sappia valutare di volta in volta le condizioni della dentatura e indicare la terapia più indicata per evitare spiacevoli inconvenienti.

Presso lo Studio del Malvò, a Torino, eseguiamo varie tipologie di sbiancamento dei denti, a seconda delle caratteristiche e delle esigenze di ciascuno e avvalendoci delle tecnologie più avanzate. Per avere maggiori informazioni sulle tecniche utilizzate e per prenotare una visita, contattaci allo 011/7761661, al 324/8026999, oppure via mail all’indirizzo info@clinicadelmalvo.com.

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