BRUXISMO

Sintomi e rimedi

l bruxismo è un’attività involontaria dei muscoli masticatori, in particolare del muscolo massetere e del muscolo temporale.

Il sistema nervoso centrale (SNC) invia degli impulsi alle fibre di questo distretto per farle contrarre. Questa azione scarica molta energia sia sull’articolazione temporomandibolare, sia sugli stessi muscoli, sia sui denti e questo fenomeno se perdura nel tempo può creare danni a tutto l’apparato masticatorio.

I denti con la loro occlusione, ovvero il rapporto che hanno quando si chiudono e come si rapportano quando partono dalla posizione di contatto, vengono chiamati in causa in quattro funzioni principali che sono:

  • La fonazione
  • La masticazione
  • La deglutizione 
  • La gestione dello stress dovuta al bruxismo

L'occlusione dinamica

Quando una persona parla, la mandibola compie dei movimenti di avanti e indietro in modo da formulare i vari suoni correttamente, senza che però i denti vengano mai a contatto. Questa è una funzione definita di evitamento e tutte le volte che i dentista posizione dei denti finti nella bocca del paziente, delle protesi dentarie sia mobili che su impianti o radici naturali, deve dare loro una forma e funzione corretta altrimenti il paziente avrà difficoltà a parlare o si stancherà nel farlo.

Anche la masticazione è una funzione quasi completamente di evitamento, Infatti, l’incisione e la triturazione dei denti non li porta a contatto. E’ possibile che mentre mangiamo, l’arcata inferiore sfiori alcuni denti dell’arcata superiore, in particolare il canino perchè solitamente è il dente più inclinato che viene riconosciuto dalla nostra bocca come guida, per ricevere delle informazioni su come devono essere i cicli masticatori per essere efficaci.

Queste prime due funzioni riguardano l’occlusione dinamica.

I denti, se un paziente non ha l’abitudine di digrignare i denti durante la notte o serrarli nei momenti di maggior stress, entrano in contatto solo durante la deglutizione. Questa funzione vitale avviene circa millecinquecento volte al giorno e con una forza molto leggera.

I contatti dentali che avvengono durante le fasi di digrignamento sono molto forti e possono creare sintomi come rumori articoli o acufeni e addirittura lo spostamento del cuscinetto che si trova all’interno dell’articolazione temporomandibolare causando il dislocamento della mandibola stessa. I nostri denti sono anch’essi la vittima di questa parafunzione e un bravo dentista dovrebbe intervenire proprio su questi per tre ragioni:

  • la prima è una motivazione biologica, infatti è necessario preservare i denti dal consumarsi troppo perchè potrebbero fratturarsi in maniera irreparabile, diventare molto sensibili o dover essere devitalizzati per evitare dolori molto forti o infezioni future.
  • La seconda è un motivazione estetica perchè i denti dei pazienti affetti da bruxismo possono rovinarsi molto. Perdono lo smalto e quindi appaiono più gialli per l’esposizione della dentina sottostante, si appiattiscono o risultano più corti per la perdita di intere porzione del dente.
  • Il significato funzionale è forse quello più importante perchè una corretta forma dentale permette il controllo delle forze sprigionate dalla muscolatura iperattiva durante le fasi di digrignamento o serramento. Se i denti si rovinano, la mandibola perde i suoi piani di riferimento e la sua posizione stabile. Questa situazione, come già detto, può creare stati tensivi, acufeni o sintomi mialgici o atralgici.

Come il dentista può curare il bruxismo

Gli interventi che un bravo dentista gnatologo può adottare sono insegnare al paziente come gestire i momenti di serramento, alcuni esercizi per rilassare la muscolatura nonché eseguire alcune terapie nella bocca del paziente.

La più diffusa è la creazione di un bite, cioè un apparecchio fatto su misura per il paziente, da portare solitamente la notte e alcune ore durante il giorno per proteggere i denti e rilassare la muscolatura.

Si possono fare degli interventi di ortodonzia. Uno gnatologo specializzato in ortodonzia, un ortogratodontista per la la precisione, è in grado di spostare la dentatura al fine di dare un occlusione stabile e dei piani di movimento della mandibola corretti. Questo viene fatto solitamente con un apparecchio fisso, i classici dispositivi con placchette e fili metallici, oppure con un apparecchio removibile con una serie di mascherine trasparenti.

Un intervento molto consigliato, perchè oltre a dare una giusta posizione di chiusura e una ottima dinamica di movimento ripara è protegge i denti, è la ricostruzione dei denti dei pazienti bruxisti.

Questa metodica di restauro dei pazienti affetti da bruxismo, ovvero quelle persone che per sfogare lo stress, tendono a sfregare i denti durante la notte o schiacciarli in maniera energica durante la notte, ha una grossa valenza sia clinica che scientifica. Per questo motivo, è una metodica molto consigliata sia per i pazienti giovane che adulti.

La diagnosi di bruxismo viene fatta su tre livelli: il paziente riferisce di svegliarsi con la mandibola indolenzita o di aver sfregato i denti durante il sonno, sulla dentatura ci sono segni evidenti di usura o, metodica con più peso di tutte, all’esame del bruxchecker il paziente risulta positivo.

Il bruxchecker è, in breve, un dispositivo che si porta la notte che marca le zone di contatto tra un dente e l’altro e aiuta a capire se il paziente ha digrignato.

Una volta che si è fatta una corretta diagnosi, inizia il protocollo di restauro dei denti usurati o abrasi.

Questo consiste in un’iniziale documentazione fotografica per catturare l’occlusione del paziente, lo stato generale dei denti e il viso. Le immagini del volto sono fondamentali per capire la necessità e l’entità di intervento del restauro, i piani funzionali nonché i piani estetici. In pratica, si riesce a capire con precisione dove aggiungere il materiale da restauro e su quali denti per sostituire lo smalto perso.

Una volta fatta questa indagine preliminare, si fa una scansione della bocca per creare dei calchi della bocca sui quali modellare le nuove forme da ricreare.

Viene fatta una ceratura diagnostica, vale a dire i restauri vengono creati prima con una cera perchè è un materiale facilmente modellabile e poi vengono stampati direttamente nella bocca del paziente con delle mascherine trasparenti come guida alla resine composite, il classico materiale utilizzato per le otturazioni

Ricostruzione dei denti

Nella seduta successiva a quella delle scansioni e delle fotografie quindi viene fatto lo stampaggio funzionale preliminare dei denti che poi verranno restaurati. Si chiama stampaggio perchè le resine composite vengono applicate sui denti abrasi del paziente usando una stampo trasparente ideato su misura. Questa dispositivo è trasparente perchè funge da contenitore per il materiale da applicare e permette che questo sia polimerizzato attraverso una lampada fotopolimerizzatrice che passa proprio attraverso la mascherina appoggiata sui denti da riparare.

Dopo quindici giorni si fa una rivalutazione delle forme per capire se il paziente si è trovato bene a parlare, mangiare, deglutire o sorridere. 

Se così non fosse, lo stampaggio è facilmente rimovibile o modificabile. 

Se invece le forme fossero già tutte corrette, cosa che spesso avviene per l’attenta analisi preliminare che viene fatta, si passa alla sostituzione di questa fare provvisoria con dei restauri definitivi o degli intarsi dentali in resina composita o ceramica.

Una volta che i denti sono stari restaurati ci sarà quindi un miglioramento sia per quanto riguarda la sensibilità dentale, sia per quanto riguardo la loro resistenza, nonché sotto l’aspetto di estetica e funzione.

Un paziente con l’abitudine di digrignare i denti, durante i forti periodi di stress, è probabile che continui a fregarli tra di loro. Se questo avviene su denti con una morfologia nuova e corretta, saranno prevenuti i danni strutturali allo smalto e anche tutte le strutture vicine, come l’articolazione e la muscolatura patiranno meno, perchè riceveranno dei sollecitazioni con vettori di carico più corretti per la loro anatomia e anche tutte le sintomatologie percepite dal paziente sono alleviate o solitamente, se l’intervento è fatto non troppo tardivamente, addirittura scompaiono.

Bite dentale

Il bruxismo è tra le più particolari patologie che possono interessare i denti e, come noto, fa la sua comparsa in particolar modo durante la fase del sonno.

Senza accorgersene, il soggetto tende a sfregare gli elementi dentari tra di loro, attraverso il digrignamento, e questo rappresenta un elemento di pericolo perché, non avvenendo in modo involontario, è più difficile da correggere se non si hanno gli strumenti giusti a disposizione.
Un bite per il bruxismo è una sorta di paradenti da applicare durante le ore notturne. I bite dentali sono creati su misura a seconda della morfologia del cavo orale del paziente.

Possono essere molli o rigidi, e sono un modo sicuro per evitare fratture e scheggiature dello smalto, poiché i denti non si trovano più a stretto contatto.

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