Endodonzia

Cos’è l’Endodonzia

L’ endodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa di curare l’endodonto del dente, dove risiedono le strutture nervose e vascolari che conferiscono vitalità al dente.
I termini ad essa associati sono “devitalizzazione” o “terapia canalare”, seguiti da un numero in base al numero di canali nervosi contenuti all’interno della radice del dente. Solitamente uno per gli incisivi e quattro per il primo molare superiore.
Il nervo dei denti può essere intaccato da una carie quando questa è troppo profonda o a causa di una frattura grave.

I Vantaggi dell’Endodonzia e della Terapia Canalare

– Interviene a livello della componente nervosa interna del dente per prevenire o placare dolori nevralgici irradiati anche ai denti vicini o alla mascella opposta.
Contrasta il propagarsi di infezioni che possono manifestarsi come cisti, ascessi o fistole.

Il metodo “Prevenire infezioni e dolori” dello Studio Del Malvò di Torino e’ scientificamente provato e ha già reso felici molti pazienti

Cura Canalare

La Cura Canalare è la terapia che si esegue quando un dente ancora vivo subisce un forte trauma o presenta una carie profonda sulla sua superficie.
Dopo una corretta diagnosi, previa anestesia e isolamento con diga di gomma, la terapia consiste nella rimozione completa della porzione nervosa, disinfezione di tutto il sistema dei canali all’interno della radice, e sigillatura completa per evitare il ripresentarsi di sintomatologie dolorose o di un’infezione.

Ritrattamento Canalare

Un intervento di ritrattamento canalare si rende necessario nel caso in cui la prima devitalizzazione non abbia avuto esito positivo. La diagnosi viene fatta attraverso l’esame di una radiografie endorale mirata, sul dente interessato.
Il trattamento prevede la riapertura del dente e la rimozione di tutto il vecchio materiale da otturazione dei canali. Quindi viene tuuto disinfettato con cura ed i canali vengono richiusi nuovamente in tutta la loro estensione.

Perché una devitalizzazione non va a buon fine

Sono molti i motivi per cui una devitalizzazione può non andare a buon fine: il mancato uso della diga di gomma per isolare il dente durante la terapia, il mancato rispetto dei protocolli di disinfezione, l’uso di strumenti inadeguati e/o materiali incongrui, canali dimenticati, non correttamente ricercati o non curati in tutta la loro estensione, strumenti spezzati e dimenticati nei canali, carie che hanno contaminato nuovamente il dente.
Non sempre una cura non perfetta dà sintomi evidenti: ma se per qualche motivo bisogna rimettere mano ad un dente con una cura imperfetta, ad esempio se si prepara una corona o un intarsio a copertura, è sempre consigliato rifare la cura canalare, indipendentemente dal fatto che vi siano sintomi, poiché il rischio è quello che il dente diventi sintomatico appena dopo la fine del nuovo ciclo di cure, con necessità di distruggere e rifare tutto il lavoro fatto.
Si rimuove tutto il vecchio materiale da otturazione e si disinfetta con cura; le procedure di otturazione sono le stesse di una normale devitalizzazione.

Apicectomia

Accade in alcuni casi che un ritrattamento canalare non sia sufficiente a risolvere completamente i sintomi di un dente con una devitalizzazione non perfetta. In questi casi l’unica alternativa possibile all’estrazione è un piccolo intervento chirurgico che prende il nome di apicectomia.
Previa anestesia, l’operatore approccerà il dente non passando dalla parte emersa della corona del dente, bensì dall’osso: dopo aver scollato la gengiva e aperto una piccola breccia, rimuoverà gli ultimi 2 – 3 mm di radice, quelli solitamente più difficili da curare, e creerà un tappo sulla parte di radice residua.

Rivitalizzazione dei denti

La ridevitalizzazione è la terapia dentale riservata ai denti dei pazienti giovani dove non si è ancora completato lo sviluppo delle radici, e quindi gli apici di queste non sono ancora completamente formati.
Le procedure di rivitalizzazione dei denti immaturi dopo la necrosi della polpa sono diventate parte dello spettro del trattamento endodontico; questo approccio a base biologica, conosciuto anche come “rivascolarizzazione” o “procedura endodontica rigenerativa” mira alla (ri)generazione di tessuto simile alla polpa all’interno del canale radicolare, dopo aver indotto un afflusso di cellule staminali dalla porzione che si trova apicalmente al dente. Questa procedura esita non solo in una risoluzione del dolore e dell’infiammazione, ma anche nella guarigione delle lesioni periapicali.
Se il trattamento descritto non porta a un esito positivo, è ancora possibile tentare il trattamento convenzionale.
Questo intervento, che rappresenta l’ultima spiaggia per non dover estrarre il dente, se correttamente eseguito ha un tasso di successo molto alto. Purtroppo, però, non può essere praticato su qualsiasi dente: se la radice è troppo corta oppure rotta, l’unica via percorribile è quella dell’estrazione.

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